Attualmente sto svolgendo un dottorato di ricerca in Psychology presso l’Università di Bologna, in collaborazione con l’IRCCS “Maugeri” di Castel Goffredo (MN).
La mia attività di ricerca si focalizza sullo studio della percezione del tempo come funzione cognitiva e su come questa capacità possa essere compromessa a seguito di una lesione cerebrale.
La “Linea Mentale del Tempo”
La Linea Mentale del Tempo (o Mental Time Line in inglese; Arzy et al., 2009), è un modello teorico secondo cui noi esseri umani rappresentiamo lo scorrere del tempo e i suoi attributi spazialmente lungo una linea mentale che scorre da sinistra verso destra (almeno per le persone occidentali). In particolare, secondo questo modello, avremo i concetti di “passato”, “prima” rappresentati sulla sinistra e quelli di “futuro” o “dopo” rappresentati sulla destra di questa linea. Inoltre, il modello si applica anche alle quantità temporali, come le durate, per cui avremo a sinistra le durate brevi e a destra quelle lunghe (Bonato et al., 2012).
Il legame tra tempo e spazio
Data la natura spaziale della rappresentazione del tempo, manipolare l’attenzione visuo-spaziale (ad esempio attraverso l’utilizzo di lenti prismatiche) può influire sulla nostra capacità di percepire il tempo (Frassinetti et al., 2009).
Anche la presenza di un deficit di attenzione visuo-spaziale come il neglect, conseguente a lesione cerebrale spesso localizzata nel lobo parietale di destra, può portare ad un bias nella percezione del tempo, che va nella direzione di una sottostima temporale (Oliveri et al., 2013).
Un trattamento riabilitativo tramite adattamento prismatico non solo contribuisce a ridurre i deficit di attenzione visuo-spaziale nei pazienti con neglect, ma riduce anche il bias temporale (Magnani et al., 2021).
In generale, la presenza di una lesione cerebrale localizzata nell’emisfero destro, anche in assenza di neglect, può portare a deficit nella percezione del tempo (Oliveri et al., 2013).
Mental Time Travel
Un altro modo per valutare la capacità di percepire il tempo riguarda la nostra abilità di ricordare il passato e immaginare il futuro, il cosiddetto “Mental Time Travel” (Arzy et al. 2008).
Anche in questo caso, una manipolazione dell’attenzione visuo-spaziale ci rende meno precisi nella nostra abilità di muoverci mentalmente tra il passato e il futuro. I pazienti con neglect mostrano nuovamente una difficoltà legata alla capacità relativa di collocare eventi nel futuro, specialmente quando immaginano di essere nel passato (Anelli et al., 2019). Anche in questo caso, l’utilizzo dell’adattamento prismatico per riabilitare il tempo ha un effetto migliorativo anche sull’abilità dei pazienti con neglect di fare viaggio mentale nel tempo.
Le mie ricerche
A partire da questa letteratura scientifica, le mie ricerche mirano ad ampliare la conoscenza riguardo la percezione del tempo e, in particolare, come questa può essere compromessa in seguito a lesione cerebrale.
Nello specifico, sto indagando l’applicazione di diverse manipolazioni dell’attenzione visuo-spaziale sulla percezione del tempo.
Inoltre, ho l’obiettivo di chiarire il ruolo dei due emisferi (destro e sinistro, in assenza di neglect) nell’abilità di Mental Time Travel.
Abbiamo anche implementato un nuovo trattamento riabilitativo per la percezione del tempo, in particolare delle durate temporali, nei pazienti con neglect, tramite l’utilizzo della Realtà Virtuale immersiva, strumento ormai ampiamente utilizzato per la riabilitazione delle funzioni cognitive.
Se ti ho incuriosito/a e sei interessato/a a far parte delle mie ricerche come partecipante, non esitare a contattarmi!
